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Speciale

Papa Benedetto XVI (Joseph Aloisius Ratzinger) 19 aprile 2005 - 28 febbraio 2013

… Il 28 febbraio si è dimesso. "Le mie forze non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero".

"Il nostro piccolo ricordo e ringraziamento"

» L’abdicazione di Benedetto XVI – Testo integrale del discorso del Papa

Gli ultimi Angelus dopo l'annuncio della sue dimissioni:

- 27 febbraio 2013: Ultima Udienza Genarale di Papa Benedetto XVI, che incontra i fedeli e i pellegrini giunti a Roma per salutarlo (fonte it.radiovaticana.va) » Leggi l'articolo

- L'Angelus 24 febbraio 2013: Oltre centomila all'ultimo Angelus. Il Papa: mi ritiro sul monte a pregare per la Chiesa (fonte it.radiovaticana.va) » Leggi l'articolo
-
L'Angelus 17 febbraio 2013: Il Papa all’Angelus: smascherare le tentazioni che strumentalizzano Dio per il potere e propri interessi (fonte it.radiovaticana.va) » Leggi l'articolo

Alcuni momenti significativi negli anni del suo pontificato:

2005: Benedetto XVI indossa il camauro durante un'udienza generale del mercoledì
2006: Benedetto XVI in udienza privata con il cardinale Ruini
2007: Benedetto XVI a San Paolo con il Presidente del Brasile, Luiz Inácio Lula da Silva
2008: Mons. Anthony Anandarayar e Sua Santità Papa Benedetto XVI
2009: Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama e sua moglie Michelle in udienza da Benedetto XVI
2010: Benedetto XVI durante la Messa di canonizzazione
2011: Benedetto XVI dal Presidente Federale Christian Wulff e la moglie Bettina Wulff Berlino
2012: Benedetto XVI Carovana della Pace 'Educare i giovani alla giustizia e alla pace'

SOLO il SUO AMORE E’ per SEMPRE: l’irragiungibile testimonianza di Benedetto XVI vero servo dei servi di Dio

Cari Amici e fratelli in Cristo,
dall’11 febbraio è la prima volta che metto mano alla tastiera per dare voce al mio sentire. Ciò che il Santo Padre ha fatto mi ha scosso. Ho avuto paura. Ho pianto. Mi sono chiesta non il perché del suo gesto, ciò che mi assillava era “e adesso?”
A tutti quelli che mi hanno telefonato, scritto ed incontrato, devo aver fatto uno strano effetto perché ho scelto di stare in silenzio. Ma dopo diversi giorni e tanta preghiera ecco arrivare la serenità di una “spiegazione”.
I miei occhi hanno guardato uno specchio appannato ed hanno scambiato la forma per il contenuto. Il Santo Padre è un uomo. Un uomo che attraverso la via del sacerdozio e per dono unico dello Spirito Santo, ha varcato il soglio pontificio. Un uomo che, chiamato da Dio stesso con una straordinaria vocazione, ha fatto da vicario al Figlio di Dio. Amo credere, anzi, ne sono convinta, che Dio abbia uno specialissimo dialogo con il Suo primo collaboratore terreno e, questo dialogo, penso, segni il cuore umano di chi con Lui interloquisce. Benedetto XVI ha saputo interloquire a tal punto con Dio, da fare quello che solo i grandi uomini della Storia hanno compreso: Mosè, Giovanni il Battista, San Giuseppe. Uomini che la Storia definisce “protagonisti” ma che hanno fatto, consapevolmente, solo da “mediani” lasciando che la Storia della Salvezza gli salisse sulle spalle,usandoli come basamenti, per crescere e andare avanti, uomini che hanno saputo cedere il passo riconoscendo il termine della loro logorante ed insostituibile missione. Sì perché Dio si prende tutto lo spazio di cui Ha bisogno e nessun uomo riesce a contenerLo veramente senza provare un “gioioso dolore”: quello di essere prediletti attraverso la Croce. Strano l’Amore di Dio. Eppure è l’unico vero Amore!
Il nostro Santo Padre tutto questo, e molto di più, lo sa bene e lo vive anche in questo istante. Forse nel Suo cuore ha sempre saputo che questo momento sarebbe arrivato. Per questo ci ha donato l’Anno della Fede. Un dono inestimabile per condividere il cammino con Lui.
Un anno per riscoprire il senso dell’Invisibile e della parola “credo!” Un tempo in cui schiarire le idee e pulire gli occhi per vedere e non solo guardare, per credere e non solo domandare.
Questo perché la Fede, che nasce dall’ascolto di un vero silenzio in cui solo Dio sa veramente esprimersi, è l’unico dono di cui una vita assetata di Verità, non può fare a meno. Benedetto, come vicario, ci ha indicato la Via, a noi spetta seguire la Verità in essa contenuta e trasformarla in Vita vera.
A Benedetto XVI, tutta l’inesprimibile gratitudine del popolo di Dio, dell’A.C. dell’Istituto che Lui ha paternamente coltivato, quella della mia famiglia di cui si è spesso occupato, la mia. A Lui che nel corso degli anni è stato per me professore universitario, scrittore dei miei testi preferiti, consigliere e amico del Beato Giovanni Paolo II che tanto ho amato, Papa della Chiesa di Roma e per ben quattro volte, mio confessore. A Lui, che so per certo, si prenderà la briga di leggere anche questo mio scritto. A lui, cui non ho celato nulla di me, dico ora quello che non ho avuto il coraggio di dire l’ultima volta: “Non pensavo che ti avrei amato e compreso più del Tuo amatissimo predecessore!
A Te cui è stato chiesto di essere prima cardine, poi colonna, ora basamento, chiedo io, e non da sola, di fare adesso da collante perché la sconfinata vigna del Signore, che hai magistralmente coltivato, conservi radici forti e dia abbondanti e saporiti frutti.
Per sempre uniti nella preghiera e nel Suo Amore.

Il presidente dell'A.C. dell'Istituto Carmela Mascio